LED cinesi: guida all’ importazione e il dilemma delle certificazioni CE

 

Ad, oggi la quasi intera produzione di materiale illuminotecnico a LED viene realizzata a Shenzen, Cina, il cuore manufatturiero dell’ industria elettronica. Esistono diverse migliaia di aziende, delle più svariate dimensioni e capacità produttive. La maggiore difficoltà dei Buyers, sia nel settore retail, project managers o importatori, o privati che siavventurano in alibaba.com che desiderano acquistare nel mercato cinese, è riuscire a trovare le aziende con buona qualità prezzo e dove si possa acquisire in sicurezza. Dopo aver, passato diversi anni a selezionare tali prodotti, cercheò di aiutare con una serie di steps fondamentali per interagire con le aziende di produzione cinesi e non incappare in errori che possono trasformarsi in inutili dispendi di energia e denaro

1. Certificazioni CE. Ora, dalla mia personale esperienza, la prima cosa fondamentale da sapere è che tutti i prodotti illuminotecnici a LED, necessitano delle certificazioni CE. Il problema sembra non esistere, in quanto tutte le aziende cinesi hanno le certificazioni CE. Purtroppo però la storia è molto più complicata. I certificati CE cinesi sono emessi da laboratori cinesi e spesso ricoprono solo parte delle normative CE. Infatti, la normativa Europea prevede che gli unici enti abilitati a tali certificazioni siano i laboratori notificati dell’ Unione Europea o loro succursali all’ estero. Solo con tali certificati un prodotto può ritenersi certificato CE. In altre parole, potrete importare ciò che volete dalla Cina, anche con i parziali e non attendibili certificati Cinesi, ma a vostro rischio e pericolo in quanto non avrete mai la certezza che tali prodotti siano certificati. Dopo diversi anni, posso dire che oltre l’ 80% dei prodotti cinesi non può passare i tre test EMC (escusi i prodotti a bassa tensione come le strisce) , safety e fotobiologici nei laboratori europei. Tra i certificati più attendibili c’è la BST, azienda di certificazione cinese con standard abbastanza elevati. Il secondo modo per ottenere le certificazioni, è di importartare un campione del vostro prodotto e certificarli in Europa. I test sono dispendiosi (dai 3000 ai 8000 euro per effetture tutti i test su un prodotto) quindi solamente un grande importarotore o buyer può riuscire ad ammortizzare tali costi.
Questa è la lista dei “notified body”dell’ Unione Europea http://ec.europa.eu/enterprise/newapproach/nando/index.cfm?fuseaction=directive.main.

2. Le certificazioni servono se importerete direttamente dalla Cina, altrimenti potrete rivolgervi ad aziende Europee operanti in tali settori. Acquistando LED con brand di terzi, già presenti in Europa, non avrete bisogno di certificazioni CE, in quanto responsabile è l’ azienda che distribuisce sul suolo europee a cui fa a capo il brand. Ovviamente richiedere le certificazioni, rimane comunque, una garanzia di avere prodotti di qualità.

3. Fiere. Se avete intenzione di fare ingenti ordini visitate le fiere, meglio se europee. Solo una nicchia di imprese più virtuose costantemente è presente a tali esposizioni, una mezza garanzia di qualità e sicuramente uno dei modi migliori per consocere il fast moving ambiente LED. In Europa le principali fiere a tale riguardo sono a Francoforte e in Polonia. In cina a Cantoon (o Guangzhou a seconda di come preferite chiamarla) troverete la LED fair in Ottobre /Novembre e la Lighting Fair a Giugno, probabilmente la migliore del settore. Esiste una fiera anche e Milano, Euroluce, che si svolge in Aprile.

4. Visitare le aziende. Se avete tempo visitate le aziende, molte “aziende” che troverete in alibaba non sono altro che trading company che si limitano ad acquistare dalle imprese manufatturiere e applicare ricarichi.

5. Pagamenti. la prassi prevede pagamento del 30% “in advance” e rimanente 70% before shipping.

Spero, questi piccoli steps, possano aiutare.

Andrea

9 thoughts on “LED cinesi: guida all’ importazione e il dilemma delle certificazioni CE

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  5. Buongiorno, per avere le idee chiare è sufficiente leggere la direttiva in cui rientrano le apparecchiature funzionanti in bassa tensione. Si capirebbe che ciò che è necessario fare per poter immettere in libera pratica un’apparecchiatura di illuminazione è la Marcatura CE e non la Certificazione CE. Le certificazioni da Organismo Notificato non sono obbligatorie per questi prodotti, ciò che invece è SEMPRE OBBLIGATORIA è la Marcatura CE. Riporto a tal proposito il considerando 9 e 10 della direttiva 2014/35/UE: “Il fabbricante, possedendo le conoscenze dettagliate rela­tive al processo di progettazione e produzione, si trova nella posizione migliore per eseguire la procedura di valutazione della conformità. La valutazione della confor­mità dovrebbe quindi rimanere obbligo esclusivo del fabbricante. La presente direttiva non prevede alcuna proce­dura di valutazione della conformità che richieda l’inter­vento di un organismo notificato” e “È necessario garantire che il materiale elettrico prove­ niente da paesi terzi che entra nel mercato dell’Unione sia conforme alla presente direttiva e in particolare che i fabbricanti abbiano effettuato adeguate procedure di va­lutazione della conformità in merito a tale materiale elet­trico. Occorre pertanto prevedere che gli importatori si assicurino di immettere sul mercato materiale elettrico conforme alle prescrizioni stabilite dalla presente direttiva e di non immettere sul mercato materiale elettrico che non è conforme a tali prescrizioni o presenta un rischio. Dovrebbe essere inoltre previsto che gli importatori si assicurino che siano state effettuate le procedure di valutazione della conformità e che la marcatura del materiale elettrico e la documentazione elaborata dai fabbricanti siano a disposizione delle autorità nazionali competenti a fini di controllo.”. Gli importatori di prodotti provenienti da paesi Extra UE per la legge figurano come “produttori” e pertanto devono assumersi l’intera responsabilità sui prodotti importati ed immessi in libera pratica (marcatura CE). I certificati invece non dicono nulla sulla sicurezza dei prodotti importati ma si riferiscono ad un campione. Qualora il prodotto sia accompagnato comunque da un certificato CE e nient’altro, non può essere venduto perché manca la marcatura CE, che attenzione, non è la semplice applicazione di un marchio sul prodotto, ma è la produzione di tutto il fascicolo tecnico. Nulla impedisce che l’importatore/produttore possa far eseguire da organismo notificato tutti i certificati che desidera, ma questi certificati non possono essere utilizzati per la vendita di prodotti di serie.
    Ing. Squizzato

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